Come rimettere in moto il circuito del credito? Scopriamo in questa guida tutte le informazioni per lo smobilizzo dei crediti verso la Pubblica Amministrazione.

L’impatto della grande crisi ha prodotto un peggioramento delle criticità finanziarie della pubblica amministrazione. In un momento di rallentamento dell’economia globale, è difficile per gli enti pubblici risanare la propria condizione finanziaria a causa delle crescenti richieste concorrenti di risparmio e di spesa.

Secondo i dati pubblicati da “Il Sole 24 Ore” i fornitori più colpiti appartengono all’ICT, al settore delle manutenzioni, al comparto energetico, al biomedicale ed alle forniture sanitarie.

A pagarne le conseguenze più gravi sono, soprattutto, le PMI fornitrici della pubblica amministrazione che vantano crediti nei confronti di debitori pubblici.

Enti locali e Sanità in affanno: crisi, dissesti finanziari e ritardi nei pagamenti

Un interessante rapporto pubblicato dall’Università Cà Foscari ha messo in evidenza le difficoltà finanziarie di ben 273 Comuni nell’ultimo quinquennio (2014-2018).

L’incidenza dei dissesti è molto più elevata nel Meridione italiano: l’82% del totale delle procedure riguarda i Comuni del Sud.

La normativa attuale prevede l’obbligo di riduzione del debito commerciale rilevato alla fine dell’esercizio precedente.

Il contesto italiano è ben distante dai paletti fissati dalla direttiva comunitaria del 2011, entrata in vigore nel 2013: 30 giorni di tempo per i pagamenti in generale e 60 giorni in casi particolari.

La più recente analisi CRIBIS sulla Pubblica Amministrazione italiana presenta delle performance di pagamento al di sotto della media nazionale.

Solo il 24,3% rispetta i termini prestabiliti con uno scostamento sfavorevole di 11,0 punti percentuali rispetto alla media nazionale (35,3%).

Crediti commerciali verso la pubblica amministrazione

(Fonte dati: Analisi CRIBIS sulla Pubblica Amministrazione italiana – maggio 2019)

Per quanto riguarda i pagamenti con oltre 30 giorni di ritardo, la quota delle imprese PA è del 21,2% contro l’11,3% della media italiana.

La situazione è migliorata nel settore sanitario (ASL, aziende ospedaliere, etc.), mentre le performance di pagamento peggiori si registrano per gli Enti locali (11% di ritardi gravi nel 2010 vs. 26,5% nel 2019).

Smobilizzo dei crediti verso la Pubblica Amministrazione: Factoring

A partire dalla legge Merloni (L.109/94), numerosi provvedimenti normativi hanno previsto la possibilità, per le imprese fornitrici della Pubblica amministrazione, di ricorrere alla cessione dei crediti derivanti da contratti di appalto, somministrazioni, forniture.

È cresciuto il ricorso alla cessione dei crediti nell’ambito delle relazioni tra imprese e Pubblica Amministrazione: si tratta di uno strumento moderno che consente di gestire professionalmente i crediti ed è utilizzato dalle imprese attente a gestire adeguatamente le proprie relazioni con la clientela.

Il factoring può essere utilizzato anche nei rapporti ricorrenti tra stazione appaltante e impresa appaltatrice, trattandosi di un servizio ad elevata personalizzazione, che ha conosciuto una rilevante diffusione sul mercato italiano.

I vantaggi derivanti dallo sviluppo del factoring sono davvero interessanti e ricchi di potenzialità: questo strumento ha contribuito ad una netta evoluzione dei rapporti tra Amministrazioni pubbliche ed imprese fornitrici.

Tra i principali vantaggi della cessione pro soluto dei crediti meritano menzione: la tempestività e la certezza nell’erogazione dei fondi e la gestione della riconciliazione degli incassi.

Il factoring ha un impatto assolutamente positivo sull’attività dell’impresa appaltatrice, interessando le seguenti aree:

  • la politica finanziaria: il ricorso al factoring riduce il fabbisogno finanziario dell’impresa appaltatrice e comporta un aumento della velocità di circolazione del capitale d’esercizio,
  • la contabilità e la struttura del bilancio: l’operazione di factoring comporta una sostituzione di costi fissi con quelli di natura variabile, una semplificazione della contabilità clienti, un alleggerimento delle poste di bilancio riguardanti il capitale circolante;
  • la politica commerciale: il ricorso al factoring favorisce un netto incremento del volume d’affari dell’impresa appaltatrice, grazie alla possibilità di smobilizzare crediti non ancora scaduti e la loro efficiente gestione.

Il factoring può essere utilizzato per tutti i crediti relativi agli appalti di lavori pubblici ovvero per tutte quelle attività di costruzione, demolizione, recupero, restauro, ristrutturazione, sostituzione e manutenzione di opere ed impianti, anche di presidio agronomico e forestale, paesaggistica e di ingegneria naturalistica (cfr. D.Lgs. 50/2016, art. 3 -Definizioni).

Inoltre, la normativa sui lavori pubblici e l’applicazione della cessione dei crediti si estende anche ai contratti misti di forniture e servizi qualora i lavori assumano valore economico superiore al 50%.

Il debitore ceduto nell’operazione di factoring (stazione appaltante) può essere:

  • un ente pubblico e territoriale,
  • un’associazione, unione, consorzio,
  • un’impresa pubblica,
  • un’azienda speciale,
  • un’agenzia pubblica,
  • un soggetto privato tenuto al rispetto del codice appalti.

Nell’operazione di factoring, il soggetto cedente (appaltatore) può essere:

  • un ente pubblico,
  • un’impresa individuale, anche artigiana,
  • una società cooperativa,
  • un ente pubblico,
  • un soggetto che abbia stipulato il contratto di gruppo europeo di interesse economico (GEIE),
  • un’associazione temporanea di imprese.

Soluzioni pro soluto per crediti commerciali dovuti dalla Pubblica Amministrazione

La cessione pro soluto per crediti dovuti dalla Pubblica Amministrazione è uno degli strumenti finanziari più vantaggiosi per avere liquidità immediata, grazie alla possibilità di incassare il credito in un’unica soluzione e in tempi rapidi.

Grazie alla cessione pro soluto è possibile:

  • rafforzare la struttura patrimoniale,
  • eliminare i crediti dal bilancio,
  • migliorare gli indicatori finanziari (rating dell’impresa),
  • ottenere liquidità commisurata alle effettive esigenze dell’azienda,
  • cedere il rischio di insolvenza
  • esternalizzare la gestione del credito e abbattere i costi amministrativi.

Alla luce dell’attuale normativa vigente, il circuito dei crediti verso la Pubblica Amministrazione si rimette in moto con la cessione del credito rivolgendosi non più alla propria banca di riferimento, ma ad operatori specializzati nella gestione dei crediti verso la Pubblica Amministrazione.

2R Capital facilita la monetizzazione dei crediti commerciali verso la Pubblica Amministrazione e vanta un’esperienza pluriennale nella gestione correlata alle diverse asset class.

Le imprese fornitrici della pubblica amministrazione, che vantano dei crediti nei confronti di debitori pubblici, possono cedere i loro crediti nell’ambito di una singola operazione o attraverso plafond rotativi di durata pluriennale.

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