Contesto della Proposta
Nel settembre 2023, Il Parlamento europeo ha pubblicato una proposta di regolamento con l’obiettivo di limitare i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Il Parlamento ritiene che pagamenti lenti o irregolari possano incrementare il cd. “stress finanziario” di piccole e medie imprese (PMI) in assenza di efficienti strumenti di gestione del capitale circolante.
Principali misure introdotte
I principali punti della proposta, modificata con una risoluzione legislativa del 23 aprile 2024, sono i seguenti:
- Il periodo di pagamento nelle transazioni commerciali non può superare 30 giorni di calendario dalla data di emissione della fattura.
- Se espressamente convenuto contrattualmente, il periodo di pagamento può essere esteso a 60 giorni.
- Nelle transazioni per l’acquisto di “merci di lento smercio o stagionali” [1], il periodo di pagamento può essere prorogato fino a 120 giorni.
- Nel caso di contratti che prevedono la verifica di conformità dei beni o servizi oggetto del contratto, la stessa non può durare più di 30 giorni ed il pagamento non può avvenire oltre i 30 giorni dalla conclusione della verifica.
- Gli interessi moratori vengono immediatamente riconosciuti al creditore in caso di ritardo nei pagamenti, il quale non può rinunciare a questo diritto.
- Le clausole e le prassi seguenti sono nulle e prive di effetti:
- stabilire un periodo di pagamenti che sia in violazione con i termini del regolamento;
- prolungare la durata della procedura di verifica;
- limitare il diritto del creditore di ottenere gli interessi di mora;
- escludere il diritto del creditore di effettuare cessioni del credito a terzi;
Critiche avanzate
Il regolamento, nella sua forma attuale, è stato oggetto di critiche per via delle conseguenze su alcuni settori e sulle piccole imprese che nella filiera occupano il ruolo di clienti.
Ad esempio, imporre termini di pagamento inferiori rispetto a quelli concordabili tra le parti nel settore del retail potrebbe comportare una riduzione dell’assortimento per i prodotti e – di conseguenza – della domanda. Nello specifico, pensiamo al settore della vendita al dettaglio di prodotti elettronici, che ha margini ridotti e prodotti molto costosi, in cui la varietà di prodotti a disposizione dei clienti è consentita dalle tempistiche di pagamento concordate con i fornitori che si aggirano fra i 60 ed i 90 giorni.
Nel caso di PMI acquirenti, invece, la riduzione dei termini di pagamento comporterà un incremento del fabbisogno finanziario, rischiando di aumentare il debito e lo stress finanziario delle società che la proposta intende tutelare.
Inoltre, l’applicazione del regolamento potrebbe incidere negativamente sulle filiere produttive, ostacolando meccanismi di solidarietà che potrebbero essere messi in atto dagli attori coinvolti in caso di difficoltà economiche dei partner commerciali.
Prossimi passi
Il regolamento dovrà essere sottoposto allo scrutinio del Parlamento Europeo, in seguito al quale, in caso di approvazione, potranno cominciare i negoziati per la definizione del testo normativo finale.
[1] Le “merci di lento smercio”, secondo la definizione fornita nella proposta di Regolamento, sono “beni che restano presso il commerciante dall’effettiva fornitura da parte del produttore o del rivenditore alla vendita finale al dettaglio per un periodo medio superiore a 60 giorni.
Le “merci stagionali” sono definite come “merci la cui domanda aumenta in modo significativo e regolare in determinati periodi o stagioni dell’anno”






