Il PNRR: le novità in materia di infrastrutture

26 Maggio 2021 in Fisco, News Finanza/Economia Italiane

Il Governo ha approvato il Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza (PNRR) e si attendono presto i provvedimenti di attuazione. Il Piano si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di Euro (dei quali 390 miliardi sono costituiti da sovvenzioni) concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica.

Le risorse stanziate dal NGEU dovranno essere allocate in conformità ai 6 pilastri enunciati dal “Regolamento RFF”, che istituisce il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza:

  • Transizione verde;
  • Trasformazione digitale;
  • Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;
  • Coesione sociale e territoriale;
  • Salute e resilienza economica, sociale e istituzionale;
  • Politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani.

Il PNRR, si articola in sei missioni, suddivise a loro volta in sedici Componenti, cioè specifiche aree di intervento che rispecchiano le priorità sancite dal Regolamento RFF. In particolare, per quanto di interesse, l’Italia ha dedicato un’intera missione (missione 3) al tema delle infrastrutture, per le quali con il PNRR sono stati stanziati 25,13 miliardi di Euro, che arriverebbero a 31,46 con l’utilizzo del Fondo complementare.

Missione 3: obiettivi

La Missione 3 mira a rendere, entro il 2026, il sistema infrastrutturale più moderno, digitale e sostenibile, in grado di rispondere alla sfida della decarbonizzazione (indicata dall’Unione Europea con le strategie dell’European Green Deal) e di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall’agenda 2030 delle Nazioni Unite.

L’Italia perseguirà tali obiettivi tramite investimenti e riforme su due Componenti:

  • Investimenti sulla rete ferroviaria (M3C1 – 27,44 miliardi di Euro);
  • Intermodalità e logistica integrata (M3C2 – 0,36 miliardi di Euro).

M3C1: 27,44 miliardi di Euro

La prima Componente della Missione 3 mira a potenziare il trasporto su rotaia di merci e passeggeri, aumentando la capacità della rete ferroviaria e migliorando la qualità del servizio lungo i principali collegamenti nazionali e regionali, rafforzando al contempo i collegamenti transfrontalieri.

Gli interventi previsti dal PNRR possono essere suddivisi in investimenti mirati e riforme.

Per quanto riguarda gli investimenti, si segnala:

  1. L’estensione della rete ad Alta Velocità verso il Sud, con un particolare focus sulle tratte Napoli-Bari, Palermo-Catania-Messina e Salerno-Reggio Calabria (con uno stanziamento di 4,64 miliardi di Euro);
  2. Il potenziamento dell’Alta Velocità al Nord, che collega con l’Europa, con un particolare focus sulle tratte Brescia-Verona-Vicenza, Liguria-Alpi, Verona-Brennero (con uno stanziamento di 8,57 miliardi di Euro);
  3. Il miglioramento della connettività trasversale attraverso linee diagonali ad Alta Velocità, con un particolare focus sulle tratte Roma-Pescara, Orte-Falconara, Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia (con uno stanziamento di 1,58 miliardi di Euro);
  4. Lo sviluppo del sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario (ERTMS, con uno stanziamento di 2,97 miliardi di Euro);
  5. Il potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e delle linee regionali (con uno stanziamento di 9,94 miliardi di Euro);
  6. L’elettrificazione, il potenziamento e generalizzato miglioramento della rete ferroviaria nel Sud (con uno stanziamento di 3,1 miliardi di Euro).

Tra le riforme previste dal PNRR, si menziona:

  1. L’accelerazione dell’iter di approvazione del Contratto di Programma Quinquennale tra Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) e Rete Ferroviaria Italiana (RFI);
  2. Una modifica normativa (che proporrà il MIMS) per anticipare la localizzazione dell’opera al momento del “Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica”, anziché attendere la fase definitiva di progettazione;
  3. Un pacchetto di riforme (Sicurezza Stradale 4.0) che prevede:
    1. Il trasferimento della titolarità di ponti, viadotti e cavalcavia alle strade di primo livello, con conseguente trasferimento delle attività manutentive tra le competenze di ANAS e concessionari autostradali;
    2. L’attuazione di un processo di valutazione del rischio di ponti e viadotti esistenti, secondo le linee guida sancite dal M. 578 del 17 dicembre 2020.

M3C2: 0,36 miliardi di Euro

La seconda componente della Missione 3 mira a potenziare la competitività del sistema portuale italiano, nell’ottica di una maggiore sostenibilità ambientale.

Tali obiettivi saranno perseguiti prevalentemente tramite l’adozione di riforme normative e regolamentari, tra cui:

  1. La Semplificazione delle procedure per il processo di pianificazione strategica;
  2. L’attuazione del regolamento che definisce l’aggiudicazione competitiva delle concessioni nelle aree portuali;
  3. La semplificazione delle procedure di autorizzazione per gli impianti di cold ironing;
  4. La digitalizzazione dei sistemi logistici tramite:
    1. L’implementazione dello Sportello Unico dei Controlli per le operazioni di import/export;
    2. L’interoperabilità dei Port Community System tra di loro e con la Piattaforma Logistica Nazionale;
    3. L’adozione della CMR elettronica come parte dei controlli sulle operazioni di cabotaggio stradale (in conformità ai Regolamenti europei 2020/1056 e 2020/1055).

Infine, il PNRR ha stanziato 0,36 miliardi di Euro per interventi di digitalizzazione della catena logistica e dei sistemi aeroportuali.

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Il PNRR: le novità in materia di Ecobonus e Sismabonus al 110%

6 Maggio 2021 in Fisco

Il Governo ha approvato il Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza e si attendono presto i provvedimenti di attuazione. Il Piano si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di Euro concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica, e tra le novità più attese contiene quelle relative alla proroga e alla semplificazione degli adempimenti per il cd. Superbonus previsto dagli artt. 119 e 121 del D.L. n. 34/2020 (Decreto Rilancio).

Gli obiettivi del Piano e gli ambiti di intervento

Il Piano ha stanziato 15,22 miliardi di Euro, che arriverebbero a 18 miliardi di Euro con il Fondo Complementare, per perseguire l’efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici situati sul territorio italiano. I principali obiettivi del Governo sono l’aumento dell’efficientamento energetico del parco immobiliare sia pubblico che privato e lo stimolo agli investimenti locali, la creazione di posti di lavoro e l’utilizzo sempre più diffuso di energie rinnovabili.

Le aree di intervento del Piano e l’allocazione delle risorse economiche riguardano, tra l’altro:

  • l’efficienza e la sicurezza del patrimonio edilizio pubblico, con interventi realizzati su edifici scolastici e su 48 edifici giudiziari;
  • l’estensione della durata degli incentivi per la riqualificazione energetica e l’adeguamento antisismico del patrimonio immobiliare privato e per l’edilizia sociale, attraverso le detrazioni fiscali di Ecobonus e Sismabonus fino al 110%;
  • lo sviluppo di sistemi di teleriscaldamento efficienti, con la costruzione di nuove reti e l’estensione di quelle già esistenti per uno sviluppo complessivo di circa 330 km.

Gli interventi in materia di Ecobonus e Sismabonus al 110%

Nel piano la proroga del periodo agevolato, sebbene attesa, non è arrivata ed è stato confermato la proroga accordata con la Legge di Legge di Bilancio 2021. Attualmente, l’incentivo spetta fino:

  • al 31 dicembre 2022 per gli interventi effettuati dai condomini, a condizione che almeno il 60% dei lavori sia stato effettuato entro il 30 giugno precedente e
  • al 30 giugno 2023 per gli interventi effettuati dagli IACP, a condizione almeno il 60% dei lavori siano stati effettuati alla fine del 2022.È stato inoltre confermato che il sostegno consisterà in una detrazione del 110% dei costi sostenuti e che sarà usufruibile in 5 rate annuali, con possibilità di cessione del credito o di applicazione dello sconto in fattura.

Il Governo ha ribadito che con il Superbonus si intende far fronte ai lunghi tempi di ammortamento delle ristrutturazioni degli edifici e stimolare al contempo il settore edilizio, creando occupazione e rilanciando le economie locali.

Quando arriveranno le misure attuative del Piano?

Stando a quanto si apprende dal Piano le prime misure attuative saranno adottate con provvedimenti d’urgenza, che arriveranno entro la fine di maggio 2021. I provvedimenti riguarderanno soprattutto la semplificazione dell’iter burocratico per la fruizione di tali sostegni.

L’attuazione del Superbonus ha incontrato infatti molti ostacoli connessi alla necessità di attestare la conformità edilizia che è risultata particolarmente complessa per gli edifici risalenti, come segnalato dall’ANCI, dalla rete delle professioni tecniche e dalle associazioni imprenditoriali (con attese fino a sei mesi per l’accesso agli archivi edilizi).

Il nodo da sciogliere, già fatto oggetto dell’interrogazione parlamentare dell’8 aprile scorso al Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, attiene soprattutto alla questione della cd. doppia conformità edilizia richiesta ex art. 49 del Testo Unico Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia ed ottenibile, in alternativa al ripristino, con le procedure di accertamento della conformità previste dagli artt. 50 e 36 del medesimo Testo Unico.

La posizione espressa dal Ministro è stata altresì confermata dal Governo nel PNRR dove è stato espressamente dichiarato che saranno adottate misure di semplificazione per la fruizione delle detrazioni “rimuovendo gli ostacoli burocratici all’utilizzo del Superbonus”.

Inoltre, sia per la proroga del periodo agevolato al 2023 quanto per l’esigenza di adottare misure di semplificazione per la fruizione degli incentivi, si è espresso da ultimo il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, nel discorso alle Camere del 27 aprile scorso.

In tale occasione, il Governo ha dichiarato il proprio impegno ad inserire l’estensione di tutte le agevolazioni del Superbonus all’anno 2023 già nel Disegno di legge di bilancio per il 2022, ritenendo tuttavia necessario un periodo di osservazione degli interventi nel corso del 2021.

Nel medesimo discorso, il Presidente Draghi ha confermato che entro la fine di maggio 2021 saranno emanate misure di semplificazione per l’accesso e l’effettiva fruizione dell’agevolazione del Superbonus.

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