Che cos’è l’Open Banking e come trasformerà il comparto bancario?

A che punto sono gli istituti di credito in Italia con la condivisione delle API? Cosa bolle in pentola alla luce delle disposizioni contenute nella direttiva europea PSD2? Sono tantissimi i quesiti che sorgono in merito all’open banking e all’intelligenza artificiale e il 2019 sarà ricordato come l’anno della rivoluzione copernicana nel Fintech e nel comparto bancario. Scopriamo in questa guida tutti i dettagli e le novità derivanti dall’innovazione tecnologica e dal recepimento della normativa armonizzata PSD2.

Open banking e AI: cosa cambierà nel comparto bancario nel 2019?

Tante le novità sul fronte della normativa e dell’innovazione tecnologica che permea il settore dei colossi bancari europei. Come previsto dalla direttiva europea PSD2, entro il 14 settembre 2019, gli istituti di credito dovranno rendere disponibili le API agli sviluppatori terzi.

Era il 13 gennaio 2018 quando venne emanata la PSD2 (Payment Services Directive 2), la direttiva europea sui pagamenti digitali, ma solo a partire da metà anno 2019 inizieremo a vederne davvero i frutti auspicati.

Per la prima volta la direttiva comunitaria obbliga gli istituti di credito comunitari ad aprire le proprie API (Application Program Interface) alle altre società che si occupano di prodotti e servizi finanziari e alle start up del Fintech.

Pertanto, le terze parti o le società esterne potranno accedere ai dati di pagamento: ciò comporterà una maggiore concorrenza nelle aree di core business dominate dalle banche.

Il quadro normativo non è ancora definitivo perché mancano da implementare alcune normative attuative e standard tecnici, ma si può dire che i lavori sono in corso e stanno procedendo come auspicato dal Legislatore.

Grazie alla direttiva PSD2 e all’Open Banking, lo shopping online diventa più economico: aprendo i dati agli istituti di credito si potrà pagare direttamente dal proprio conto in modo più veloce, senza intermediari e senza commissioni, previo permesso del titolare della carta.

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In buona sostanza, dal punto di vista pratico, sarà possibile concludere gli acquisti online tramite i social media con un solo clic.

Inoltre, ogni cliente potrà monitorare i flussi di cassa attraverso plurime piattaforme integrate, pur avendo i soldi depositati in modo sicuro nel proprio conto corrente bancario.

La PSD2 è in una fase iniziale e la vera e propria integrazione tra i vari sistemi sarà un processo lungo; scopriamo di seguito quali sono gli obiettivi, che coinvolgeranno i diversi attori dell’ecosistema bancario.

Open banking e PSD2: quali sono gli obiettivi?

Perché l’UE ha introdotto la PSD2? Le ragioni principali dell’introduzione della PSD2 sono: ia creazione di condizioni di parità di accesso ai dati, l’aumento della concorrenza e dell’innovazione nel mercato tra gli Stati membri, la democratizzazione dell’ambiente bancario, l’incremento della sicurezza dei pagamenti su internet ed il rafforzamento della protezione dei consumatori.

L’emanazione della direttiva PSD2 (Payment Services Directive 2) ha ridisegnato il mercato dei pagamenti digitali nell’Eurozona e sta tracciando una linea di rottura con il passato.

Si preannunciano nuove regole del gioco nel settore oligopolistico delle banche, che consentiranno ai player di partecipare ad un innovativo modello di business più smart e più accessibile.

Un nuovo modo di offrire servizi finanziari che si prefigge come principali obiettivi:

  • la promozione dell’innovazione su Internet,
  • il miglioramento dei pagamenti cross-border all’interno della UE,
  • un maggiore recupero di efficienza, di efficacia e di economicità,
  • una maggiore protezione dei consumatori/risparmiatori,
  • la promozione dei pagamenti in mobilità attraverso l’online banking.

Con queste finalità, sono stati introdotti due nuovi attori nel panorama finanziario:

  • i PISP (fornitori di servizi che avviano un pagamento per conto dell’utente);
  • gli AISP (Account Information Service Provider), fornitori di servizi con accesso alle informazioni sul conto dei clienti degli istituti di credito in grado di analizzare il comportamento di spesa di un utente.
  • Le banche entrano in competizione non solo con gli altri istituti di credito, ma con chiunque offra servizi finanziari.

Il fulcro centrale dell’Open banking e dell’Intelligenza artificiale è il nuovo mandato conferito agli istituti di credito di aprire le loro API alle società terze parti, dietro consenso dei consumatori.

Le API (Application Programming Interface) sono software che consentono a due applicazioni di comunicare tra loro: grazie alle stesse gli sviluppatori che operano per conto di terze parti possono consentire ai TPP (Third Party Players) di costruire i propri prodotti e servizi tenendo conto dei Big Data dei risparmiatori (eccetto la storia creditizia degli stessi).

Per lo sviluppo delle applicazioni, è cruciale la velocità: grazie alle innovazioni tecnologiche ed ai passi da gigante che sono stati apportati dalla Digital Transformation e dall’Intelligenza Artificiale, adesso gli sviluppatori sono molto più produttivi rispetto a qualche anno fa.

Open banking e AI: a che punto sono le banche italiane?

Dato il recepimento normativo e l’implementazione delle nuove tecnologie digitali che pervadono l’intero comparto Fintech, è importante comprendere l’outlook e lo scenario che si sta delineando.

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Inoltre, è interessante capire come si stanno organizzando le banche italiane, alla luce dei mutamenti in atto.

Come affronteranno la fase di testing per presentarsi alla scadenza del 14 settembre 2019? Qual è il quadro e lo scenario generale? Sono tanti gli esperti e i software engineer che partecipano attivamente ogni giorno a dibattiti sui Forum e sui Social e cercano di evidenziarne avanzamenti e criticità.

Dalla mappatura sono stati individuati ben 5 gruppi all’interno dei quali le banche italiane si stanno preparando a rendere accessibili le API agli sviluppatori terzi.

Un primo cluster di banche (Fineco, UniCredit e Che Banca!) sta lavorando per realizzare internamente la soluzione.

MPS, Poste Italiane, Credit Agricole, Banco BPM, UBI, BPER, Intesa San Paolo, Banca Nazionale del Lavoro e Credem hanno optato per il servizio in outsourcing e si sono affidate alla piattaforma CBI Globe, realizzata dal Consorzio CBI in partnership con NEXI.

Il terzo cluster è rappresentato dai grandi leader bancari che dominano il settore a livello globale: Deutsche Bank e ING Direct si sono affidati ad un servizio esterno.

BP Bari e Unipol Banca dal primo giugno 2019 hanno implementato l’API Gateway Cedacri, la piattaforma di Open Banking, realizzata nell’ambito dell’iniziativa PSD2.

Per poter accedere alle funzionalità della piattaforma di Open Banking è necessario disporre di un certificato eIDAS conforme ai requisiti PSD2.

Attualmente, come comunicato dallo stesso Gruppo Cedacri, è disponibile l’ambiente di test (SANDBOX) all’interno dell’Open Banking API Portal.

Banca Sella: la pioniera dell’Open Banking in Italia

Per completezza espositiva ai 5 cluster, merita menzione il caso della pioniera italiana dell’Open banking e dell’AI: Banca Sella.

L’istituto di credito di Biella è stata la prima banca tricolore che ha lanciato l’open banking platform nel nostro Paese, Fabrick.

Nel 2017 Banca Sella ha annunciato che avrebbe messo a disposizione delle start up la propria infrastruttura tecnologica, permettendo di beneficiare di interessanti funzionalità e servizi di grande valore aggiunto, che fino a poco tempo fa erano accessibili solo dall’istituto di credito stesso.

Fabrick è un ecosistema finanziario “open” che fornisce competenze, tecnologie e servizi a società e start up per generare nuove opportunità e per governare il cambiamento in atto.

Il punto di forza dell’ecosistema Fabric by Banca Sella è quello di affiancare i propri partner per creare soluzioni finanziarie personalizzate.

Per il target di clienti digitali e non-bancarizzati, merita grande attenzione la soluzione di digital banking e payment HYPE.

Destinata al mercato consumer, HYPE ha la finalità di affermare un nuovo modello di servizi bancari e di pagamento in grado di semplificare la gestione quotidiana del denaro attraverso lo smartphone.

HYPE è la prima challenger bank italiana che ha decretato l’affermazione di un nuovo modello di business e ha definito nuove regole e standard di design, di comunicazione e di tecnologia.

Ciò consentirà un netto recupero di competitività e una riduzione dei costi all’interno del bilancio bancario.

Quella dell’Open Banking e dell’Intelligenza Artificiale si preannuncia una vera rivoluzione all’interno del comparto bancario, ma per avere un quadro più completo dovremo aspettare il 2020.