Pubblicati tutti i documenti ufficiali per dare il via al Superbonus. Comunicazioni al Fisco dal 15 Ottobre

11 Agosto 2020 in Fisco, News Finanza/Economia Italiane

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il Provvedimento attuativo del Decreto Rilancio per “l’esercizio delle opzioni relative alle detrazioni spettanti per gli interventi di ristrutturazione edilizia, recupero o restauro della facciata degli edifici, riqualificazione energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti solari fotovoltaici e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici”. Lo stesso giorno è stata pubblicata anche la Circolare n. 24/E con i primi chiarimenti sulla disciplina in commento. Pochi giorni prima, invece, era stato il turno della pubblicazione del Decreto “Asseverazioni e  del Decreto sui “Requisiti tecnici”.

 Ad oggi, quindi, sono tutti disponibili gli strumenti necessari per avere accesso al Superbonus del 110%.

Come verrà effettuata la comunicazione dell’opzione secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate?

L’opzione tra lo sconto in fattura o la cessione del credito dovrà essere comunicata in modalità telematica all’Agenzia delle Entrate tramite apposito modello uffiale a partire dal 15 Ottobre 2020. A seguito dell’invio della Comunicazione è rilasciata, entro 5 giorni, una ricevuta che ne attesta la presa in carico, ovvero lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni. La ricevuta viene messa a disposizione del soggetto che ha trasmesso la Comunicazione, nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate. Il mancato invio della Comunicazione nei termini e con le modalità previsti dal  provvedimento rende l’opzione inefficace nei confronti dell’Agenzia stessa.

Quali ulteriori adempimenti ai fini dell’opzione?

A titolo esemplificativo, inoltre, sarà necessario acquisire:

  • ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto sarà necessario il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al Superbonus;
  • ai fini del Superbonus nonché dell’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente al predetto Superbonus l’asseverazione del rispetto dei requisiti tecnici degli interventi effettuati nonché della congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Decreto Asseverazioni

Con la firma del Decreto “asseverazioni”, è stata chiarita e definita  la modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione agli organi competenti, al fine di usufruire del  superbonus e sismabonus  al 110% per quanto riguarda gli interventi di efficientemento energetico degli edifici previsti dal decreto Rilancio. Inoltre, in relazione alle varie tipologie di interventi , sono state chiarite le modalità di verifica delle asseverazioni, delle attestazioni e le modalità di accertamento delle certificazioni infedeli al fine dell’irrogazione delle sanzioni previste dalla legge.

Secondo quanto previsto dal Decreto in oggetto, un tecnico abilitato, all’atto della sottoscrizione dell’asseverazione, appone il timbro fornito dal Collegio o dall’ordine professionale, attestante che lo stesso possiede il requisito, prescritto dalla legge, dell’iscrizione nell’Albo professionale e di svolgimento della libera professione.

Nel Decreto, inoltre, vengono definiti gli elementi essenziali che l’asseverazione dovrà prevedere, pena l’invalidità della stessa. 

Quali sono i Moduli da compilare?

L’asseverazione dovrà essere redatta su due moduli diversi a seconda che la stessa abbia ad oggetto lavori conclusio stato di avanzamento delle opere da realizzare.

Nello specifico l’asseverazione dovrà essere compilata:

  1. a) secondo il modulo tipo di cui all’Allegato 1 al Decreto, che contiene gli elementi essenziali dell’asseverazione con riferimento al caso in cui i lavori siano conclusi;
  2. b) secondo il modulo tipo di cui all’Allegato 2, che contiene gli elementi essenziali dell’asseverazione nel caso di uno stato di avanzamento lavori.

I moduli verranno trasmessi in modalità telematica sul portale dell’Enea. In particolare, l’Allegato relativo alla fine lavori va trasmesso entro 90 giorni dal termine delle attività.

Come capire quando l’Enea ha terminato i controlli?

I controlli che effettuerà l’ENEA tramite il portale on line saranno vari. All’esito positivo delle verifiche, il beneficiario riceverà una ricevuta informatica comprensiva del codice identificativo della domanda che evidenzierà se la stessa si riferisca a uno “stato avanzamento lavori” oppure a un intervento “realizzato”.

Nei casi in cui, trascorsi 48 mesi dalla trasmissione dell’asseverazione relativa “allo stato avanzamento lavori”, non sia pervenuta l’asseverazione relativa al “lavoro realizzato”, ENEA comunica la mancata conclusione dei lavori all’Agenzia delle entrate.

Cosa prevede il Decreto “requisiti tecnici”?

Subito dopo il Decreto sulle Asseverazioni, è stato pubblicato anche quello sui “requisiti tecnici”. Si tratta di un Decreto molto tecnico e dettagliato che elenca i requisiti minimi che gli interventi dovranno rispettare per accedere agli sconti fiscali rimandando ad appositi allegati tecnici.

In particolare nel Decreto vengono elencati tutti gli interventi che possono benefificare delle detrazioni per passare poi alla descrizione dei limiti delle agevolazioni, ovvero ai riferimenti ai massimali di costo.

L’art. 6 del Decreto elenca gli adempimenti che i soggetti che vogliono usufruire del beneficio devono seguire. Tra questi si ricorda:

  • deposito in Comune della relazione tecnica, qualora prevista;
  • acquisire l’asseverazione del tecnico abilitato che attesti la congruenza dei costi massimi e la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti;
  • acquisire l’APE in relazione a determinate tipologie di intervento;
  • se il pagamento è effettuato da persona fisica, utilizzare il bonifico dal quale risultino i dati della fattura, la causale del versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • conservare fatture e bonifici;
  • trasmettere le comunicazioni all’ENEA entro 90 giorni.

L’ultima parte del Decreto è dedicata invece all’ l’A.P.E., ai contenuti dell’asseverazione, nonché al monitoraggio e ai controlli.

ECOBONUS E SISMA BONUS – Allo studio la cessione del credito alle Banche

7 Maggio 2020 in Fisco, News Finanza/Economia Italiane

Sono allo studio del Governo varie misure di aiuto alle imprese che possano rispondere al bisogno di liquidità che si fa sempre più sentire a causa dell’emergenza del Covid 19 e che possano supportare una ripresa rapida dell’attività economica. In attesa di leggere il Decreto c.d. Maggio (che era atteso già ad Aprile), iniziano a trapelare le prime notizie su possibili pacchetti di “super” incentivi a sostegno del settore dell’edilizia. Il Ministro delle Sviluppo Economico Patuanelli, in audizione alla Camera lo scorso 4 maggio, ha illustrato quelle che potrebbero essere le interessanti novità in materia di Ecobonus e Sismabonus. Il Ministro ha anticipato che le detrazioni fiscali per i lavori di riqualificazione energetica e quella per i lavori di messa in sicurezza degli edifici in zone ad alto rischio sismico potrebbero salire al 110% o al 120%.

Sarà possibile cedere il credito ad una Banca?

Una delle novità più attese, che dovrebbe essere confermata nel Decreto, è la possibilità, per le imprese esecutrici dei lavori in parola, di poter cedere il credito d’imposta a banche ed a istituzioni finanziarie. Nella pratica quindi, sarà lasciata -alle famiglie ed ai condomini- la possibilità o di detrarre dalle imposte un ammontare che potrebbe essere superiore alla spesa oppure di cedere l’importo alle imprese tramite lo sconto in fattura .

In questo secondo caso, saranno le imprese ad anticipare le somme a famiglie e condomini per effettuare i lavori e saranno poi loro a incassare il credito di imposta, con la possibilità anche di cederlo.

A quanto ammonterebbe il beneficio per le imprese?

In base alle prime informazioni disponibili, il committente potrà chiedere lo sconto in fattura all’impresa, quest’ultima diventerà titolare di un credito di imposta del 120% o 110%, detraibile in cinque anni o monetizzabile tramite la cessione agli istituti finanziari.

Lo strumento della cessione del credito è fondamentale per assicurare che imprese piccole e grandi possano avvantaggiarsi completamente della crescita del mercato, conseguenza probabile dell’incremento del credito d’imposta.

2R Capital è a disposizione per studiare soluzioni specifiche per le imprese.

Ecobonus e Sismabonus: facciamo il punto in vista del 1° Luglio

7 Maggio 2020 in Fisco, News Finanza/Economia Italiane

In attesa  delle modifiche che verranno apportate al Decreto Rilancio in corso di conversione e dei chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate su dubbi applicativi della normativa,  ripercorriamo le varie strade per ottenere il Superbonus al 110% e non solo.

La previsione normativa

L’articolo 119 del DL Rilancio, al primo comma, stabilisce una detrazione pari al 110% delle spese relative a specifici interventi di efficienza energetica e di misure antisismiche sugli edifici sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo.

Cosa sono gli interventi “trainanti” che danno diritto al Super Bonus?

Rispetto ai bonus già esistenti in passato, il Decreto Rilancio ha introdotto tre nuovi interventi agevolabili al 110% riconducibili alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti negli edifici unifamiliari o nelle parti comuni degli edifici e interventi isolamento termico (c.d. cappotto termico) che dovranno essere effettuati con l’utilizzo di materiali isolanti nel rispetto di determinati requisiti.

Questi tre interventi sono stati definiti “trainanti” in quanto se congiuntamente ad almeno uno di questi tre ne verranno effettuati altri di efficientamento energetico indicati all’art. 14 del DL n. 63/2013 già agevolati (ma in misura minore), a tutti questi spetterà la detrazione del 110%.

Lo stesso meccanismo di incremento dell’aliquota al 110% verrà applicato anche  ad interventi di installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici e per le spese di installazione di impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica, a condizione che vengano effettuati insieme ad uno degli interventi c.d. “trainanti” che beneficiano del “superbonus”.

In generale la disposizione chiarisce che ai fini dell’accesso alla detrazione, i lavori oggetto del beneficio dovranno  rispettare i requisiti minimi previsti dal Decreto Rilancio e dai Decreti che attendiamo vengano emanati dal Ministero dello Sviluppo Economico

Quale agevolazione per il Sisma Bonus?

Nel Decreto Rilancio sono state inserite misure particolamente agevolative anche per varie tipologie di interventi di miglioramento antisismico degli edifici. Rispetto al passato la misura della detrazione sarà innalzata al 110% con l’ulteriore beneficio che in caso di cessione del credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copra il rischio di eventi calamitosi per unità immobiliari ad uso abitativo, spetterà una detrazione del 90% sul premio assicurativo.

Quali possibilità per gestire il credito d’imposta?

Il vero punto di forza della nuova misura è sicuramente la possibilità, rispetto al passato, di poter cedere i crediti di imposta scaturenti dalle detrazioni agli istituti di credito e agli altri intermediari finanziari. In passato tale possibilità era riservata solo ai soggetti c.d. “incapienti”, mentre tutti gli altri soggetti potevano cedere il credito solo ai fornitori e ad altri soggetti collegati alla filiera dei lavori che avevano dato origine alla detrazione

In base alle nuove disposizioni, in linea generale, il Contribuente avrà tre opzioni per decidere come gestire la detrazione maturata sui lavori agevolati:

  • la prima strada, e forse la meno allettante, sarà quella di godere direttamente della detrazione;
  • la seconda alternativa, sarà invece la trasformazione della detrazione in credito di imposta con la possibilità di cessione agli istituti di credito;
  • la terza via, infine, consisterà nella possibilità di chiedere lo sconto in fattura al fornitore per l’intero ammontare dovuto. Il fornitore che ha fatto i lavori, a sua volta, potrà recuperare tale importo come credito d’imposta da utilizzare in compensazione oppure scegliere la cessione del credito ad altri soggetti incluse banche e istituti finanziari.

Quali i crediti cedibili?

I soggetti che sostengono dal 1° luglio prossimo fino alla fine del 2021 non solo le spese che danno diritto alla detrazione super del 110%, ma ogni altro onere collegato a interventi di edilizia che danno diritto alle detrazioni standard, possono fruire dello sconto in fattura o trasformare le detrazioni in crediti di imposta ed effettuarne la cessione.

Il nuovo meccnismo riguarderà quindi:

  1. a) interventi di recupero del patrimonio edilizio effettuati su parti comuni o su singole unità immobiliari residenziali;
  2. b) interventi di efficientamento energetico di cui all’articolo 14 del DL n. 63/2013, inclusi gli interventi che beneficiano dalla detrazione maggiorata del 110%;
  3. c) interventi di miglioramento antisismico inclusi quelli assistiti dalla detrazione maggiorata del 110%;
  4. d) gli interventi di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (c.d. bonus facciate);
  5. e) gli interventi di installazione di impianti fotovoltaici comprese quelli che beneficiano dalla detrazione maggiorata del 110%;
  6. f) gli interventi di installazione delle infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici anche in questo caso, inclusi quelli assistiti da detrazione del 110%.

Via libera alla cessione anche per vecchie rate resiue?

Altro punto di forza della nuova normativa è  sicuramente la possibilità prevista dall’art. 121 comma 3 del Decreto, che prevede l’opportunità di trasformare l’importo della detrazione in credito d’imposta, con possibilità di successiva cessione, anche in relazione alle rate residue di detrazione relative a interventi effettuati in anni precedenti.

Ci sarà abbastanza liquidità per far decollare il Bonus?

In questi giorni c’è grande attenzione agli emendamenti attualmente in discussione in vista della conversione in Legge del Decreto Rilancio. L’intervento più atteso, che agevolerebbe soprattutto i soggetti più piccoli, è quello che dovrebbe  consentire di incassare il credito di imposta prima della fine dei lavori ovvero già quando si emette la fattura in base all’avanzamento dei lavori stessi.

Quali i prossimi passi?

Per avere chiari i confini della nuova normativa e per essere pienamente operativa, sarà necessario attendere il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che chiarirà le regole per la cessione dei crediti e per lo sconto in fattura.  Attese sono anche le linee guida del  Minstro dello Sviluppo economico che definiranno le modalità con cui i tecnici abilitati dovranno rilasciare le asseverazioni per gli interventi oggetto di beneficio.

Clima: Gualtieri, Italia aderisce a Coalizione ministri finanziari contro climate change

23 Settembre 2019 in News Finanza/Economia Italiane

Dopo il vertice del Palazzo di Vetro sul clima, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha annunciato il 13 settembre 2019 a Helsinki l’adesione dell’Italia alla Coalizione dei ministri finanziari per la lotta al cambiamento climatico.

«[…] l’adesione dell’Italia alla Coalizione dei ministri finanziari per la lotta al cambiamento climatico. Cambia così la posizione dell’Italia che fin qui aveva scelto di non partecipare all’iniziativa», ha detto lo stesso Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, durante il pranzo di lavoro Ecofin dedicato al rafforzamento dell’azione sul cambiamento climatico.

Con questa decisione, il nostro paese mira infatti a rafforzare il proprio “impegno per un’economia e una società più verdi a livello nazionale, europeo e globale”.

Gualtieri si è unito alla coalizione dei ministri delle finanze per la lotta al cambiamento climatico, impegnandosi a rispettare le regole con la manovra 2020 e ad approvare la Tobin Tax entro ottobre.

Frassoni (Verdi Europei): Italia in Coalizione, ora azioni concrete dal governo

La Commissione europea ha confermato a Helsinki “la disponibilità ad approfondire forme per proteggere gli investimenti legati alle grandi priorità europee a partire dall’azione per il clima“.

Uno de principali obiettivi del Governo verso la prossima Manovra è di ottenere un incremento di flessibilità rispetto ai parametri relativo al bilancio pubblico con riferimento agli investimenti previsti nel “Green New Deal” dell’accordo di Governo Pd-M5s.

L’adesione dell’Italia alla Coalizione dei ministri finanziari per la lotta al cambiamento climatico è stata subito ben accolta dalla co-presidente del Partito Verde Europeo Monica Frassoni.

“[…] è una scelta importante. Il ruolo dei ministri delle finanze è infatti decisivo nello spostamento delle ingenti risorse pubbliche ancora oggi allocate a sussidi a fonti e attività economiche fossili. Auspichiamo che questa scelta del ministro Gualtieri sia solo l’inizio di un cambio di direzione concreto anche in Italia”, ha detto la stessa Frassoni.

L’adesione dell’Italia alla Coalizione marcherà l’incipit di un processo che convoglierà “i sussidi ambientalmente nocivi verso investimenti e incentivi per attività a prova di clima”.

Investimenti verdi: la parola d’ordine della prossima Manovra

La neo presidente della commissione, Ursula von der Leyen, ha annunciato un ambizioso piano di sostegno agli investimenti green: l’obiettivo è di euro un trilione entro il prossimo decennio.

Inoltre, ha promesso “la più grande sfida e opportunità dei nostri tempi” per fare dell’Europa il primo continente a emissioni zero entro il 2050.

L’obiettivo del neo Ministro dell’Economia e delle Finanze sarà di costruire un piano di investimenti pubblici verdi per euro 50 miliardi anche destinati alla protezione dai rischi sismici e idrogeologici.

Inoltre, il piano appena annunciato mira ad introdurre nuovi incentivi per stimolare l’investimento privato per contribuire alla riqualificazione energetica degli edifici e rilanciare il settore edilizio.

Il MEF in una nota chiarisce che «la battaglia per la sostenibilità ambientale, essenziale per contrastare il cambiamento climatico, può generare da qui al 2030 investimenti per 26 trilioni di dollari e creare 65 milioni di nuovi posti di lavoro».

Un Green New Deal italiano, molte le opportunità all’orizzonte

Un investimento per circa euro 50 miliardi nell’economia “greenpotrebbe fare molto per dare slancio all’economia italiana e renderla più sostenibile. La protezione dell’ambiente potrebbe essere inclusa tra i principi fondamentali del nostro sistema costituzionale.

Una vera e propria rivoluzione che richiede la promozione dello sviluppo tecnologico e le ricerche più innovative in modo tale da indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare e rendere quanto più efficace la “transizione ecologica”.

Inoltre, è necessario potenziare le politiche “per la riconversione delle imprese, per l’efficientamento energetico”.

L’obiettivo è di porre al centro dei piani di investimento la tutela dell’ambiente, il supporto alle green start-up e efficaci policy di rallentamento del cambiamento climatico.

In fin dei conti, lo stesso Piano Industria 4.0 prevede che soluzioni e componenti smart, l’utilizzo efficiente, il monitoraggio dei consumi energetici e idrici, i filtri e i sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri, integrate con il sistema di fabbrica, sono tra le merceologie dei beni ammessi all’iperammortamento.

Il sistema industriale del nostro Paese sconta problemi di bassa crescita e produttività, ma ha in sé grandi potenzialità per affrontare la sfida di una nuova stagione di sviluppo che faccia dell’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile il suo punto di forza” riporta il programma di Governo.

Il Piano nazionale 4.0 dovrebbe puntare al consolidamento dell’iperammortamento sui beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, ridisegnati in un’ottica chiave “green” e di sostenibilità ambientale.

Per perseguire la strada dell’ecosostenibilità, è necessario adottare misure che incentivino prassi socialmente responsabili da parte delle imprese e perseguire la piena attuazione dell’eco-innovazione.

La parola d’ordine è facilitare la “transizione ecologica” e indirizzare l’intero sistema produttivo verso un’economia circolare.

Cessione Pro Soluto Crediti per Incentivi

Alla luce dei cambiamenti normativi in atto ogni azienda ha la possibilità di monetizzare i propri crediti riferiti agli incentivi ed ai contributi erogati dalla pubblica amministrazione.

2R Capital sostiene anche le aziende nella fase iniziale di realizzazione degli investimenti fornendo soluzioni di gestione dei crediti IVA accumulati.

Per maggiori informazioni e per ricevere una Consulenza personalizzata, contattaci.