Il Governo ha approvato il Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza (PNRR) e si attendono presto i provvedimenti di attuazione. Il Piano si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di Euro (dei quali 390 miliardi sono costituiti da sovvenzioni) concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica.

Le risorse stanziate dal NGEU dovranno essere allocate in conformità ai 6 pilastri enunciati dal “Regolamento RFF”, che istituisce il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza:

  • Transizione verde;
  • Trasformazione digitale;
  • Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;
  • Coesione sociale e territoriale;
  • Salute e resilienza economica, sociale e istituzionale;
  • Politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani.

Il PNRR, si articola in sei missioni, suddivise a loro volta in sedici Componenti, cioè specifiche aree di intervento che rispecchiano le priorità sancite dal Regolamento RFF. In particolare, per quanto di interesse, l’Italia ha dedicato un’intera missione (missione 3) al tema delle infrastrutture, per le quali con il PNRR sono stati stanziati 25,13 miliardi di Euro, che arriverebbero a 31,46 con l’utilizzo del Fondo complementare.

Missione 3: obiettivi

La Missione 3 mira a rendere, entro il 2026, il sistema infrastrutturale più moderno, digitale e sostenibile, in grado di rispondere alla sfida della decarbonizzazione (indicata dall’Unione Europea con le strategie dell’European Green Deal) e di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall’agenda 2030 delle Nazioni Unite.

L’Italia perseguirà tali obiettivi tramite investimenti e riforme su due Componenti:

  • Investimenti sulla rete ferroviaria (M3C1 – 27,44 miliardi di Euro);
  • Intermodalità e logistica integrata (M3C2 – 0,36 miliardi di Euro).

M3C1: 27,44 miliardi di Euro

La prima Componente della Missione 3 mira a potenziare il trasporto su rotaia di merci e passeggeri, aumentando la capacità della rete ferroviaria e migliorando la qualità del servizio lungo i principali collegamenti nazionali e regionali, rafforzando al contempo i collegamenti transfrontalieri.

Gli interventi previsti dal PNRR possono essere suddivisi in investimenti mirati e riforme.

Per quanto riguarda gli investimenti, si segnala:

  1. L’estensione della rete ad Alta Velocità verso il Sud, con un particolare focus sulle tratte Napoli-Bari, Palermo-Catania-Messina e Salerno-Reggio Calabria (con uno stanziamento di 4,64 miliardi di Euro);
  2. Il potenziamento dell’Alta Velocità al Nord, che collega con l’Europa, con un particolare focus sulle tratte Brescia-Verona-Vicenza, Liguria-Alpi, Verona-Brennero (con uno stanziamento di 8,57 miliardi di Euro);
  3. Il miglioramento della connettività trasversale attraverso linee diagonali ad Alta Velocità, con un particolare focus sulle tratte Roma-Pescara, Orte-Falconara, Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia (con uno stanziamento di 1,58 miliardi di Euro);
  4. Lo sviluppo del sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario (ERTMS, con uno stanziamento di 2,97 miliardi di Euro);
  5. Il potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e delle linee regionali (con uno stanziamento di 9,94 miliardi di Euro);
  6. L’elettrificazione, il potenziamento e generalizzato miglioramento della rete ferroviaria nel Sud (con uno stanziamento di 3,1 miliardi di Euro).

Tra le riforme previste dal PNRR, si menziona:

  1. L’accelerazione dell’iter di approvazione del Contratto di Programma Quinquennale tra Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) e Rete Ferroviaria Italiana (RFI);
  2. Una modifica normativa (che proporrà il MIMS) per anticipare la localizzazione dell’opera al momento del “Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica”, anziché attendere la fase definitiva di progettazione;
  3. Un pacchetto di riforme (Sicurezza Stradale 4.0) che prevede:
    1. Il trasferimento della titolarità di ponti, viadotti e cavalcavia alle strade di primo livello, con conseguente trasferimento delle attività manutentive tra le competenze di ANAS e concessionari autostradali;
    2. L’attuazione di un processo di valutazione del rischio di ponti e viadotti esistenti, secondo le linee guida sancite dal M. 578 del 17 dicembre 2020.

M3C2: 0,36 miliardi di Euro

La seconda componente della Missione 3 mira a potenziare la competitività del sistema portuale italiano, nell’ottica di una maggiore sostenibilità ambientale.

Tali obiettivi saranno perseguiti prevalentemente tramite l’adozione di riforme normative e regolamentari, tra cui:

  1. La Semplificazione delle procedure per il processo di pianificazione strategica;
  2. L’attuazione del regolamento che definisce l’aggiudicazione competitiva delle concessioni nelle aree portuali;
  3. La semplificazione delle procedure di autorizzazione per gli impianti di cold ironing;
  4. La digitalizzazione dei sistemi logistici tramite:
    1. L’implementazione dello Sportello Unico dei Controlli per le operazioni di import/export;
    2. L’interoperabilità dei Port Community System tra di loro e con la Piattaforma Logistica Nazionale;
    3. L’adozione della CMR elettronica come parte dei controlli sulle operazioni di cabotaggio stradale (in conformità ai Regolamenti europei 2020/1056 e 2020/1055).

Infine, il PNRR ha stanziato 0,36 miliardi di Euro per interventi di digitalizzazione della catena logistica e dei sistemi aeroportuali.

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