Errori nella Comunicazione di opzione per il bonus? Non tutto è perduto

7 Aprile 2021 in Fisco

In attuazione del comma 7 dell’art. 121 del D.L. 34/2020, l’Agenzia delle Entrate ha approvato il Provvedimento dell’8 agosto 2020, n. 283847, con il quale ha definito le modalità di esercizio delle opzioni per la fruizione dell’Eco e del Superbonus. Il medesimo Provvedimento ha altresì introdotto il modello di “Comunicazione” unitamente alle relative istruzioni.

In caso di errori nella compilazione del modello di “Comunicazione”, il beneficiario decade dalla spettanza del bonus?

No: al fine di rettificare eventuali errori di compilazione del modello, il contribuente può seguire procedure che determinano la rettifica del modello.

Esattamente, il contribuente quale procedura deve seguire?

Il punto 4.7 del Provvedimento dell’8 agosto 2020, n. 283847, prevede che un contribuente, entro il quinto giorno del mese successivo a quello di trasmissione, può annullare un modello di “Comunicazione” errato. Oltre il quinto giorno del mese successivo a quello di trasmissione, la richiesta di annullamento sarà rifiutata. In alternativa, entro il medesimo termine, il modello di “Comunicazione” può essere interamente sostituito presentando altra “Comunicazione”. Il Provvedimento in esame stabilisce inoltre che, oltre il termine in esame, ogni modello di “Comunicazione” non può sostituirsi ma solo aggiungersi ai precedenti.

Decorso il termine del quinto giorno, il contribuente perde il diritto a fruire del bonus sull’intervento relativo al modello errato?

Non necessariamente. Sebbene il Provvedimento prima citato non chiarisca quale procedura seguire oltre il termine del quinto giorno, l’Agenzia delle Entrate si è espressa su questo tema con la Risposta ad Istanza di Interpello n. 590/2020. Con tale istanza, il contribuente riferiva di aver commesso un errore nella compilazione del Modello di “Comunicazione”. Tale modello era relativo ad un intervento soggetto alla disciplina del c.d. Ecobonus (in vigore fino al 31 dicembre 2019, di cui all’art. 10, comma 1, del D.L. 34/2019 e art. 14 del D.L. 63/2013). Sul punto l’Agenzia delle Entrate ha precisato che:

  • Gli errori commessi in un modello di “Comunicazione” possono essere corretti (senza limiti temporali) a condizione che il cessionario non abbia già iniziato ad utilizzare il credito; e
  • Spetta ai fruitori dell’agevolazione segnalare agli Uffici dell’Agenzia delle Entrate competenti la volontà di modificare l’originaria scelta operata.

Si precisa al riguardo che l’interpello citato non riguarda direttamente l’opzione introdotta dall’art. 121 del D.L. 34/2020, ma la disciplina in vigore fino al 31 dicembre 2019. Tuttavia, è opinione diffusa in dottrina che le conclusioni ora esaminate siano applicabili anche alla disciplina attualmente in vigore.

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Superbonus ed Ecobonus: nuova proroga al 15 aprile

31 Marzo 2021 in Fisco

Con un nuovo provvedimento pubblicato il 30 marzo 2021, l’Agenzia delle Entrate estende al 15 aprile la scadenza per la comunicazione dell’opzione della cessione del credito e dello sconto in fattura per il Superbonus e per gli altri interventi agevolati.

Questa proroga arriva a poche ore dal  termine di invio del l 31 Marzo 2021, già oggetto di precedente proroga.

Una proroga a sorpresa

Il provvedimento in esame lascia positivamene sorpresi gli operatori del settore in quanto, nel corso del question time del 24 marzo 2021 in Commissione Finanze della Camera, l’Agenzia delle Entrate aveva escluso categoricamente la possibilità di rinvio del termine. In questa sede, infatti, il termine del 31 marzo era stato ritenuto in linea con il termine per la trasmissione del Modello CU 2021 (posticipato anche quest’ultimo dal 16 al 31 marzo 2021 tramite comunicato del MEF).

Quali sono le motivazioni di questo ulteriore slittamento?

L’agenzia motiva tale slittamento da un lato con la proroga al 10 maggio 2021 del termine per la predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata (l’articolo 5, comma 22, del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41) che consente ai contribuenti e agli intermediari di disporre di un ulteriore lasso di tempo per trasmettere le comunicazioni delle opzioni di cessione del credito e sconto in fattura.

Non è da escludere, inoltre, che la proroga risponda anche ai problemi tecnici recentemente riscontrati dal sistema di comunicazione telematico.

Chi sono i beneficiari di tale proroga?

 Potranno beneficiare di tale proroga i contribuenti che, nel corso del 2020, hanno sostenuto spese per la realizzazione di uno degli interventi che beneficiano del Superbonus o degli ulteriori interventi elencati dall’articolo 121, comma 2, del decreto “Rilancio”, e che hanno optato per lo sconto in fattura o per la cessione del credito, in luogo della detrazione.

L’Agenzia, inoltre, ha pubblicato le nuove specifiche tecniche per la predisposizione e trasmissione telematica del Modello di Comunicazione.

Quali sono le principali novità?

  • Entro il termine del 15 aprile, è possible cedere il credito derivante dalla realizzazione di un impianto fotovoltaico quale intervento “trainato” dal Sismabonus. Le vecchie specifiche tecniche, su questi interventi, richiedevano obbligatoriamente l’inserimento del codice ENEA che, invece, il contribuente non è tenuto a predisporre. Le nuove specifiche stabiliscono che in questi casi i campi 27 e 28 non vanno compilati;
  • Per gli interventi su condomìni, è richiesto che il codice fiscale dei beneficiari (i condòmini) sia diverso da quello del condominio;
  • La conferma che il limite di spesa per gli interventi condominiali non agevolati al 110% è pari a 96mila euro per unità immobiliare.

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Superbonus 110% – Proroga fino al 2023?

29 Marzo 2021 in Fisco

Nulla di definitivo, ma sembra che il Governo possa proporre al Parlamento la proroga dell’agevolazione fiscale del c.d. Superbonus 110% fino al 2023. È l’indicazione contenuta nella sintesi delle note tecniche analitiche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Le note tecniche del PNRR riportano una stima degli obiettivi di risparmio energetico derivanti dall’estensione del superbonus, che mira a triplicare l’effetto positivo, in termini di risparmio energetico grazie agli interventi di riqualificazione energetica.

Ad oggi il trend è positivo: in base alle prime statistiche, i maggiori beneficiari sono persone fisiche (circa 12.000), seguono poi altri soggetti (circa 265), Iacp (circa 107), le Onlus (circa 57), le Cooperative a proprietà indivisa e le associazioni sportive (circa 30). La maggior parte dei beneficiari sono concentrati nelle regioni del Nord-Italia, quali: Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna.  Liguria, Molise e Valle d’Aosta chiudono la classifica.

A proposito di proroghe …

Si ricorda che il Superbonus 110%, è stato già oggetto di proroga apportata dalla Legge 178/2020 (Legge di Bilancio 2021). In particolare, è possibile applicare l’agevolazione del 110%, fino al:

  • 30 giugno 2022, proroga di sei mesi valida per tutti le tipologie di beneficiari;
  • 31 dicembre 2022, proroga di un anno per i condomìni che entro il 30 giugno 2022 abbiano concluso almeno il 60% dei lavori;
  • 30 giugno 2023, proroga di due anni per gli IACP che entro la fine dell’anno 2022, abbiano effettuato lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo.

Ma attenzione …

Non dimentichiamo che l’efficacia della suddetta proroga è subordinata alla definitiva approvazione da parte del Consiglio della Unione Europea. Ad oggi non è ancora arrivata e ora potrebbe essere bypassata dalla richiesta del nuovo Governo, con l’estensione della durata del Superbonus fino alla fine dell’anno 2023.

Cosa ci si auspica con questa proroga?

Speriamo che la proroga venga confermata sia per il Superbonnus 110% sia per le altre agevolazioni fiscali. L’occasione potrebbe essere ottima per rispondere alle richieste di molti market partecipants che chiedono una semplificazione delle procedure documentali relative al conseguimento ed alla verifica di alcuni requisiti. Un primo tentativo è stato fatto in una delle prime bozze del D.L. 41/2021 (decreto Sostegni). I redattori intendevano eliminare alcune certificazioni – considerate da molti eccessive – relative allo stato legittimo dell’immobile, dell’assenza di abusi edilizi e il rispetto delle prescrizioni urbanistiche, etc. Il Governo non ha – finora – fatto proprie queste prime proposte. Molti sperano tuttavia che, in sede di approvazione del PNRR, il Governo snellisca l’iter burocratico al fine di aumentare l’ambito di applicabilità dell’incentivo e di velocizzare la creazione e la monetizzazione del credito da parte degli operatori economici coinvolti.

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La Legge di Bilancio 2021 estende il periodo di efficacia dei ruling internazionali

24 Marzo 2021 in Finanza e Mercati, Fisco, News Finanza/Economia Italiane

La Legge di Bilancio 2021 (comma 1101) ha potenziato il ruling internazionale (o Advance Pricing Agreement). Il legislatore ha infatti previsto la possibilità di far retroagire l’accordo tra il contribuente e l’Amministrazione Finanziaria ai periodi d’imposta ancora accertabili.

Cos’è un ruling internazionale?

Le imprese con attività internazionale possono sottoscrivere accordi preventivi con l’Agenzia delle Entrate, al fine di predeterminare alcuni elementi dell’obbligazione tributaria quali:

  • Il metodo di calcolo del valore normale dei prezzi di trasferimento ( 110, comma 7 del TUIR);
  • L’attribuzione di utili e perdite ad una stabile organizzazione;
  • La sussistenza dei requisiti che configurano una stabile organizzazione ( 162 del TUIR); e
  • L’applicazione di norme, anche di origine convenzionale, concernenti l’erogazione o percezione di passive income (dividendi, interessi e royalties).

La Legge Finanziaria 2021 ha modificato l’art. 31-ter del D.P.R. 600/1973, che disciplina la procedura del ruling internazionale.

Quali erano i termini di efficacia pre Legge di Bilancio 2021?

Il ruling internazionale vincola le parti, salvo mutamenti nelle circostanze di fatto e di diritto che lo caratterizzano, per il periodo d’imposta nel quale è stato sottoscritto e nei quattro periodi successivi. Fanno eccezione gli accordi sottoscritti a seguito di una procedura amichevole prevista dalle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni. In questi casi, l’accordo è vincolante anche negli anni precedenti la stipula, ma non oltre l’anno di presentazione dell’istanza.

Quali sono i termini di efficacia post Legge di Bilancio 2021?

A seguito della Legge di Bilancio 2021, il novellato art. 31-ter distingue i ruling internazionali a seconda che si tratti di:

  • Accordi unilaterali: il contribuente può far retroagire l’accordo a tutti i periodi d’imposta per cui i termini dell’accertamento (ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. 600/1973) non siano ancora scaduti, a condizione che:
    • le circostanze di fatto e di diritto alla base dell’accordo ricorrano per uno o più dei periodi di imposta precedenti alla stipulazione;
    • non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza.
  • Accordi bilaterali e multilaterali conclusi con le autorità competenti di stati esteri a seguito di procedure amichevoli previste dalle convenzioni internazionali contro la doppia imposizione: è possibile far retroagire l’accordo a tutti i periodi d’imposta per cui i termini dell’accertamento (ai sensi dell’art. 43 del D.P.R. 600/1973) non siano ancora scaduti, alle condizioni sopra elencate e, in aggiunta:
    • se il contribuente ne abbia fatto richiesta nell’istanza di accordo preventivo; oppure
    • se le autorità competenti di Stati esteri hanno acconsentito ad estendere l’accordo ad annualità precedenti.

Quali strade dovrà percorrere il contribuente se sarà necessario modificare il comportamento precedentemente adottato?

Se necessario, il contribuente effettuerà il ravvedimento operoso o presenterà dichiarazione integrativa (art. 2, comma 8, del D.P.R. 322/1998) senza applicazione delle eventuali sanzioni.

La presentazione di una dichiarazione integrativa è propedeutica alla correzione di errori o omissioni che abbiano determinato l’indicazione sia di un maggiore che di un minore debito d’imposta (o credito d’imposta).

L’accesso alla procedura di ruling internazionale ha un costo?

Si. A seguito della Legge di Bilancio 2021, in caso di accordi preventivi bilaterali o multilaterali, l’ammissibilità dell’istanza è subordinata al versamento da parte del contribuente di una commissione. Tale commissione è pari ad EUR 10.000, EUR 30.000 o EUR 50.000, a seconda del fatturato complessivo del gruppo cui il contribuente appartiene.

Non sono previste, invece, commissioni in caso di accordo unilaterale.

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Tax Compliance: Le novità del Modello IVA 2021

22 Marzo 2021 in Fisco

Lo scorso 15 gennaio 2021 è stato emanato il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 13095 che rende disponibile il Modello IVA 2021 e le relative istruzioni, per la dichiarazione relativa all’anno d’imposta 2020. La scadenza per la presentazione è il 30 aprile 2021.

La struttura del Modello non è cambiata rispetto al passato. È infatti tuttora composta da:

  • frontespizio composto di due facciate;
  • un modulo, composto di più quadri (VA – VB – VC – VD – VE – VF – VJ – VH – VM – VK – VN – VL – VP – VQ – VT – VX – VO – VG) che va compilato da tutti i soggetti per indicare i dati contabili e gli altri dati relativi all’attività svolta.

Quali sono le novità del Modello IVA 2021 rispetto all’anno 2019?

Le principali novità riguardano la compilazione dei quadri sopra elencati. In particolare, vi sono novità:

  • relative ai provvedimenti agevolativi a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19;
  • in materia di esenzione per le cessioni di beni utilizzati per il contenimento della pandemia;
  • in materia di dichiarazioni d’intento, come la soppressione dell’obbligo di comunicazione di quelle ricevute da parte di dei fornitori di esportatori abituali;
  • relative all’estensione del regime forfettario all’attività di oleoturismo; e
  • riguardanti alcune modifiche apportate alle prestazioni di servizi di telecomunicazioni, teleradiodiffusione ed elettronici  rese a committenti non soggetti passivi.

Quali sono le novità dal punto di vista operativo?

Le novità del Modello vengono implementate attraverso l’inserimento di nuovi righi/caselle/colonne, quali:

  • rigo VA16 per chi ha usufruito dei provvedimenti agevolativi di sospensione dei versamenti emanati a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19;
  • rigo VF30, casella n. 10, per gli imprenditori agricoli che  applicano il regime riservato all’attività di oleoturismo di cui alla Legge 160/2019;
  • rigo VF34, campo 9 , per indicare le operazioni esenti ai sensi dell’ 124 del D.L. 34/2020 (Decreto Rilancio) e all’art. 1, co. 453, Legge 178/2020 (Legge di Bilancio 2021) equiparate alle operazioni imponibili ai fini della detrazione
  • colonna 7 all’interno del quadro VQ, per l’IVA periodica versata a seguito della ripresa dei versamenti dopo la sospensione per eventi eccezionali;
  • rigo VL41 e VW41, per indicare la differenza, se positiva, tra l’IVA periodica dovuta e l’IVA periodica versata, e la differenza, se positiva, tra il “credito potenziale” e il credito effettivamente liquidato;
  • rigo VO16 per i soggetti che effettuano le prestazioni di servizi (elettronici) indicate nell’ 7-octies, D.P.R. 633/1972 (Decreto IVA) nei confronti di committenti non soggetti passivi stabiliti in Stati membri dell’Unione Europea diversi dall’Italia;
  • rigo VO26, casella 2, che servirà per comunicare la revoca dell’opzione in precedenza esercitata;
  • rigo VO36, per soggetti che esercitano l’attività oleoturistica e comunicano di aver optato per l’applicazione dell’IVA e del reddito nei modi ordinari;
  • rigo VS23 per i soggetti che hanno usufruito dei provvedimenti agevolativi di sospensione dei versamenti a seguito dell’emergenza sanitaria da COVID-19; e
  • eliminazione del quadro VI, a seguito delle modifiche apportate dall’ 12-septies, D.L. 34/2019 che ha previsto la soppressione dell’obbligo di comunicazione delle dichiarazioni d’intento ricevute da parte dei fornitori di esportatori abituali.

Cosa è cambiato in materia di rimborsi IVA?

Nulla è cambiato in merito alla compilazione del Quadro VX. In particolare, rimangono invariate le modalità per chiedere il rimborso IVA all’Agenzia dell’entrate.

Ricordiamo che tutte le imprese che presentano un’eccedenza del credito IVA, e, che vogliono assicurare un’efficiente gestione della loro tesoreria, possono cedere il loro credito IVA. 2Rcapital può supportarti per la monetizzazione del credito IVAFrustration free financing.

Brexit e rimborsi IVA – ultime settimane per presentare le istanze di rimborso IVA

15 Marzo 2021 in Finanza e Mercati, Fisco

L’IVA è generalmente un’imposta “neutrale” per gli operatori economici. Talvolta il particolare tipo di attività svolto può determinare l’insorgenza di rilevanti crediti nei confronti dell’Erario che senza una efficiente procedura di rimborsi da parte delle amministrazioni finanziarie possono seriamente compromettere la razionale gestione del capitale circolante e della posizione di cassa delle società.

A tal scopo è stata emanata la Direttiva 2008/9/CE (recepita dal legislatore italiano con l’art. 38-bis.1 del D.P.R. 633/1972) che regola l’iter della richiesta di rimborso per i soggetti passivi UE che maturano un’eccedenza d’imposta in altro Stato Membro.

Le richieste di rimborso da parte di soggetti passivi stabiliti fuori dall’Unione Europea, invece,  soggiacciono alla procedura meno favorevole delineata dalla Direttiva 86/560/CEE (recepita dal legislatore italiano con l’art. 38 ter del D.P.R. 633/1972).

In questo contesto, la fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europea presenta nuove sfide per quelle società che, pur non essendo stabilite in Italia, effettuano operazioni soggette ad IVA tali per cui si trovano in posizione creditoria nei confronti del fisco italiano.

Quale procedura potevano instaurare soggetti passivi UK, al fine di ottenere un rimborso IVA dall’Amministrazione Finanziaria italiana, prima di Brexit?

In applicazione della Direttiva 2008/9/CE, un soggetto passivo stabilito in uno Stato Membro può presentare istanza ― nello Stato Membro di stabilimento ― per ottenere il rimborso dell’eccedenza IVA versata in qualsiasi altro Stato Membro (“Stato Membro di rimborso”). Le condizioni propedeutiche all’accesso di tale procedura sono relativamente semplici, infatti:

  • L’eventuale possesso di una partita IVA nello Stato Membro di rimborso non pregiudica l’accesso del soggetto passivo a tale procedura;
  • Non è necessario che i due Stati Membri abbiamo sottoscritto alcun accordo bilaterale.

L’erogazione del rimborso avviene in tempi mediamente più brevi per questi soggetti, anche grazie al monitoraggio effettuato dalla Commissione Europea. 

Cosa cambia con Brexit?

Con la fuoriuscita del Regno Unito dall’UE, i soggetti passivi stabiliti in UK che vantano un credito IVA nei confronti dell’Erario italiano non potranno più ottenerne il rimborso tramite la procedura di cui alla Direttiva 2008/9/CE. Le domande di rimborso UE, per effetto dell’art. 51, terzo comma, dell’Accordo di recesso del Regno Unito dall’Unione Europea, possono essere presentate (secondo la procedura di cui Direttiva 2008/9/CE) entro e non oltre il 31 marzo 2021 con riferimento al periodo d’imposta 2020.

Cosa succederà in futuro?

Il rimborso dell’IVA versata da soggetti inbound dal Regno Unito sarà regolato dalla direttiva 86/560/CEE.

Tale Direttiva concede agli Stati Membri la facoltà di subordinare il diritto al rimborso del soggetto passivo extra-UE alla concessione da parte dello Stato di stabilimento di diritti analoghi (c.d. clausola di reciprocità). Ad oggi, né l’Italia né l’Unione Europea hanno sottoscritto accordi di questo tipo con il Regno Unito.

I soggetti passivi UK non avranno diritto al rimborso dell’IVA versata in Italia ― e viceversa ― con riferimento agli acquisti di beni e servizi effettuati a partire dal 1° gennaio 2021, salvo stipula di diversi accordi.

E’ alto il rischio che le tempistiche di erogazione dei rimborsi IVA si dilatino anche qualora (come auspicabile) si dovesse giungere ad una specifica intesa.

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Bonus Fiscali in edilizia: proroga della comunicazione di cessione del credito o sconto in fattura.

9 Marzo 2021 in Finanza e Mercati, Fisco

Quale è il termine per presentare la Comunicazione per la cessione del credito?

Save the date: Il 31 marzo 2021 scade il termine ultimo per la presentazione all’Agenzia delle Entrate della “Comunicazione dell’opzione relativa agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficienza energetica, rischio sismico, impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica” (cd. “Comunicazione”) relativa alle spese (detraibili) sostenute nell’anno d’imposta 2020.

Vista e considerata la mole delle attività e degli adempimenti connessi in materia di detrazioni fiscali in edilizia, e al susseguirsi dei molteplici chiarimenti di prassi, su proposta degli addetti ai lavori (operatori, consulenti e relative associazioni di categoria) l’Agenzia delle Entrate ha emanato un nuovo provvedimento n. 51374 del 22 febbraio 2021, concedendo una proroga di 15 giorni, facendo cosi slittare il termine ultimo dal 16 marzo al 31 marzo 2021.

Si ricorda che negli scorsi mesi, in attuazione del comma 7 dell’art. 121 del D.L. 34/2020  (cd. “Decreto Rilancio”) era stato emanato il provvedimento n. 283847 dell’8 agosto 2020 (successivamente modificato dal provvedimento, n. 326074 del 12 ottobre 2020) per definire le modalità di esercizio delle opzioni contemplate nel citato articolo, mediante la trasmissione telematica del Modello di Comunicazione, approvato con suddetto provvedimento.

Cosa dispone l’art. 121 del Decreto Rilancio?

Il legislatore, con l’art. 121 del Decreto Rilancio, ha introdotto due modalità di fruizione delle detrazioni fiscali in “edilizia” in materia IRPEF/IRES, alternative alla fruizione naturale della detrazione, ovvero quella dello scomputo (in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi) della detrazione dall’imposta lorda sul reddito. Le modalità alternative consistono nella scelta di fruire, in luogo della detrazione, di:

  • un contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo che viene anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi agevolati (detraibili) e che viene da questi recuperato sotto forma di credito d’imposta, utilizzabile in compensazione, di importo pari alla detrazione che sarebbe altrimenti spettata al beneficiario;
  • cedere a terzi un credito di imposta, corrispondente all’ammontare della detrazione altrimenti spettante, che viene poi utilizzato in compensazione dal cessionario.

In aggiunta a ciò, è possibile optare per una cessione (sconto in fattura) anche “parziale”, ragion per cui una parte del beneficio fiscale permane come detrazione in capo al beneficiario originario, che è libero di utilizzare una parte (rata) della detrazione in dichiarazione e cedere la parte residua. Viceversa, nel caso di cessione del credito, quest’ultima può essere esercitata esclusivamente per l’intero ammontare della corrispondente detrazione.

Chi sono i soggetti tenuti alla trasmissione della Comunicazione?

La comunicazione deve essere trasmessa (telematicamente) dal

  • soggetto beneficiario della detrazione (possessore o detentore), per gli interventi sulle singole unita’;
  • amministratore di condominio, per gli interventi sulle parti comuni o uno dei condomini nei c.d. condomini “minimi”.

E in caso di mancata trasmissione, cosa succede?

Il mancato invio della comunicazione nei termini e con le modalità previste dal provvedimento 283847/2020 al prf. 4.9, rende l’opzione inefficace nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Pertanto, sembrerebbe preclusa la “remissione in bonis” (art. 2, D.L. 16/2012) applicabile invece in relazione alla comunicazione all’ENEA per i lavori di efficientamento energetico degli edifici. Tale istituto, consente l’accesso al beneficio purché il soggetto inadempiente effettui la comunicazione entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile e versi la sanzione amministrativa di euro 250 (art. 11, comma 1, D.lgs. 471/1997).

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Pubblicati tutti i documenti ufficiali per dare il via al Superbonus. Comunicazioni al Fisco dal 15 Ottobre

11 Agosto 2020 in Fisco, News Finanza/Economia Italiane

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il Provvedimento attuativo del Decreto Rilancio per “l’esercizio delle opzioni relative alle detrazioni spettanti per gli interventi di ristrutturazione edilizia, recupero o restauro della facciata degli edifici, riqualificazione energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti solari fotovoltaici e infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici”. Lo stesso giorno è stata pubblicata anche la Circolare n. 24/E con i primi chiarimenti sulla disciplina in commento. Pochi giorni prima, invece, era stato il turno della pubblicazione del Decreto “Asseverazioni e  del Decreto sui “Requisiti tecnici”.

 Ad oggi, quindi, sono tutti disponibili gli strumenti necessari per avere accesso al Superbonus del 110%.

Come verrà effettuata la comunicazione dell’opzione secondo i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate?

L’opzione tra lo sconto in fattura o la cessione del credito dovrà essere comunicata in modalità telematica all’Agenzia delle Entrate tramite apposito modello uffiale a partire dal 15 Ottobre 2020. A seguito dell’invio della Comunicazione è rilasciata, entro 5 giorni, una ricevuta che ne attesta la presa in carico, ovvero lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni. La ricevuta viene messa a disposizione del soggetto che ha trasmesso la Comunicazione, nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate. Il mancato invio della Comunicazione nei termini e con le modalità previsti dal  provvedimento rende l’opzione inefficace nei confronti dell’Agenzia stessa.

Quali ulteriori adempimenti ai fini dell’opzione?

A titolo esemplificativo, inoltre, sarà necessario acquisire:

  • ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto sarà necessario il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto al Superbonus;
  • ai fini del Superbonus nonché dell’opzione per lo sconto in fattura o per la cessione del credito corrispondente al predetto Superbonus l’asseverazione del rispetto dei requisiti tecnici degli interventi effettuati nonché della congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Decreto Asseverazioni

Con la firma del Decreto “asseverazioni”, è stata chiarita e definita  la modulistica e le modalità di trasmissione dell’asseverazione agli organi competenti, al fine di usufruire del  superbonus e sismabonus  al 110% per quanto riguarda gli interventi di efficientemento energetico degli edifici previsti dal decreto Rilancio. Inoltre, in relazione alle varie tipologie di interventi , sono state chiarite le modalità di verifica delle asseverazioni, delle attestazioni e le modalità di accertamento delle certificazioni infedeli al fine dell’irrogazione delle sanzioni previste dalla legge.

Secondo quanto previsto dal Decreto in oggetto, un tecnico abilitato, all’atto della sottoscrizione dell’asseverazione, appone il timbro fornito dal Collegio o dall’ordine professionale, attestante che lo stesso possiede il requisito, prescritto dalla legge, dell’iscrizione nell’Albo professionale e di svolgimento della libera professione.

Nel Decreto, inoltre, vengono definiti gli elementi essenziali che l’asseverazione dovrà prevedere, pena l’invalidità della stessa. 

Quali sono i Moduli da compilare?

L’asseverazione dovrà essere redatta su due moduli diversi a seconda che la stessa abbia ad oggetto lavori conclusio stato di avanzamento delle opere da realizzare.

Nello specifico l’asseverazione dovrà essere compilata:

  1. a) secondo il modulo tipo di cui all’Allegato 1 al Decreto, che contiene gli elementi essenziali dell’asseverazione con riferimento al caso in cui i lavori siano conclusi;
  2. b) secondo il modulo tipo di cui all’Allegato 2, che contiene gli elementi essenziali dell’asseverazione nel caso di uno stato di avanzamento lavori.

I moduli verranno trasmessi in modalità telematica sul portale dell’Enea. In particolare, l’Allegato relativo alla fine lavori va trasmesso entro 90 giorni dal termine delle attività.

Come capire quando l’Enea ha terminato i controlli?

I controlli che effettuerà l’ENEA tramite il portale on line saranno vari. All’esito positivo delle verifiche, il beneficiario riceverà una ricevuta informatica comprensiva del codice identificativo della domanda che evidenzierà se la stessa si riferisca a uno “stato avanzamento lavori” oppure a un intervento “realizzato”.

Nei casi in cui, trascorsi 48 mesi dalla trasmissione dell’asseverazione relativa “allo stato avanzamento lavori”, non sia pervenuta l’asseverazione relativa al “lavoro realizzato”, ENEA comunica la mancata conclusione dei lavori all’Agenzia delle entrate.

Cosa prevede il Decreto “requisiti tecnici”?

Subito dopo il Decreto sulle Asseverazioni, è stato pubblicato anche quello sui “requisiti tecnici”. Si tratta di un Decreto molto tecnico e dettagliato che elenca i requisiti minimi che gli interventi dovranno rispettare per accedere agli sconti fiscali rimandando ad appositi allegati tecnici.

In particolare nel Decreto vengono elencati tutti gli interventi che possono benefificare delle detrazioni per passare poi alla descrizione dei limiti delle agevolazioni, ovvero ai riferimenti ai massimali di costo.

L’art. 6 del Decreto elenca gli adempimenti che i soggetti che vogliono usufruire del beneficio devono seguire. Tra questi si ricorda:

  • deposito in Comune della relazione tecnica, qualora prevista;
  • acquisire l’asseverazione del tecnico abilitato che attesti la congruenza dei costi massimi e la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti;
  • acquisire l’APE in relazione a determinate tipologie di intervento;
  • se il pagamento è effettuato da persona fisica, utilizzare il bonifico dal quale risultino i dati della fattura, la causale del versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  • conservare fatture e bonifici;
  • trasmettere le comunicazioni all’ENEA entro 90 giorni.

L’ultima parte del Decreto è dedicata invece all’ l’A.P.E., ai contenuti dell’asseverazione, nonché al monitoraggio e ai controlli.