L’Agenzia delle Entrate ha salutato il 2019 con la pubblicazione, proprio nella giornata del 31 dicembre, della bozza del Modello IVA 2020, ovvero il modello che verrà sicuramente ricordato dai contribuenti per essere il primo nel quale andranno a confluire le operazioni poste in essere con l’avvento della fatturazione elettronica obbligatoria. In attesa di conoscere Modello e relative istruzioni in versione definitiva, è utile fare il punto sulle maggiori novità emerse finora, nonché ricordare i recenti chiarimenti dell’Amministrazione Finanziaria che interesseranno i soggetti passivi a ridosso della trasmissione telematica delle Dichiarazioni IVA.

Dove inserire la Liquidazione IVA del quarto trimestre?

La novità più attesa era sicuramente quella che stavano aspettando i contribuenti che hanno deciso di avvalersi della facoltà prevista dall’art. 21-bis del Decreto Legge n. 78 del 2010, come modificato dall’art. 12-quater del Decreto Legge n. 34 del 2019 (c.d. Decreto Crescita), ovvero quella di comunicare con la dichiarazione annuale i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche relative al quarto trimestre. Ci domandavamo infatti (per approfondire si rimanda all’articolo pubblicato il 13 dicembre 2019) quale sarebbe stata la scelta dell’Agenzia delle Entrate per adempiere a tale novità, ovvero se si sarebbe orientata nella direzione della compilazione del quadro VH oppure avrebbe istituito un nuovo quadro.

Dalla bozza del Modello in oggetto emerge per l’appunto che la scelta dell’Agenzia delle Entrate si è concretizzata nell’istituzione nel nuovo quadro VP il quale riproduce proprio il quadro del modello di comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche per la compilazione del quale viene fatto un rinvio generale alle istruzioni relative al Modello stesso.

Una volta smarcato tale dubbio operativo, non rimane che decidere se anticipare la trasmissione del Modello IVA 2020 entro il 2 Marzo prossimo per usufruire del beneficio di evitare l’adempimento della trasmissione della LIPE del IV trimestre 2019.

Quali sono le altre principali novità?

Frontespizio

Nel quadro “Firma della Dichiarazione” è stata inserita la casella “esonero dall’apposizione del visto di conformità” per i contribuenti che hanno applicato gli ISA e, sulla base delle relative risultanze, ne sono esonerati.

Quadro VA

I soggetti che a partire dal 1° Gennaio 2020 partecipano al regime del Gruppo IVA dovranno ricordare di compilare la nuova casella VA 11 al fine di segnalare che la dichiarazione IVA in oggetto sarà l’ultima prima dell’ingresso nel Gruppo IVA. Tale casella sostituisce il VA 16 dello scorso anno la cui compilazione aveva la medesima finalità. Attenzione alla compilazione del quadro VX per la richiesta di rimborso per chi si trova in questa situazione.

Quadro VF

Quest’anno il quadro VF 16 si sdoppia, componendosi di 2 campi: il primo dove andranno indicati gli acquisti non imponibili, non soggetti e relativi ad alcuni regimi speciali, mentre il campo 2 andrà ad ospitare acquisti esenti ed importazioni non soggette.

Quadro VQ

Ecco un’altra new entry a cui fare attenzione: il quadro VQ.  Tale quadro riguarderà quei contribuenti che intendono determinare il credito a seguito di versamenti IVA non spontanei derivanti principalmente da comunicazioni di irregolarità.

Quadro VL

Collegato al quadro VQ sarà la compilazione del rigo VL 12 per l’indicazione del credito maturato a seguito di versamenti IVA periodica non spontanei (esposti nel quadro VQ).

Visto di conformità: quali sono gli ultimi chiarimenti da considerare?

Oltre a fare attenzione ai nuovi quadri introdotti del Modello IVA, non bisogna dimenticare un altro tema delicato che si troveranno a gestire i contribuenti e i loro intermediari ovvero quello dell’apposizione del visto di conformità prima della trasmissione telematica della Dichiarazione IVA. In fase di predisposizione del Modello, risulta utile verificare che tutte le condotte poste in essere siano allineate a quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con l’importante risoluzione n. 99 del 29 Novembre 2019 con la quale sono stati finalmente chiariti tutti i dubbi sui soggetti legittimati ad apporre il visto di conformità sulla dichiarazione da presentare. Il visto di conformità ha nel tempo attirato sempre più attenzione soprattutto in quanto è divenuto strumentale anche per l’ottenimento dell’esonero dalla presentazione della garanzia in caso di richiesta di rimborso. L’Agenzia, a tal proposito, con la Risoluzione n. 99 citata, ha definitivamente chiarito l’obbligo di identità soggettiva tra chi appone il visto di conformità e chi predispone e trasmette la dichiarazione, che sotto il profilo operativo impone anche la corretta compilazione degli appositi campi del frontespizio del modello.

E dopo la Dichiarazione IVA 2020, quali i prossimi passi verso la “precompilata”?

Se la prossima Dichiarazione IVA sarà l’occasione per fare il punto sul primo anno di implementazione della fatturazione elettronica e per rendersi conto se la tanto auspicata semplificazione promessa ai contribuenti si tradurrà anche in una compilazione del Modello IVA in modalità più automatizzata del passato, merita una riflessione finale una delle novità che riguarderà il 2020. Con la pubblicazione del DL n. 124 del 26 ottobre 2019 (c.d. “decreto fiscale collegato alla Legge di Bilancio 2020”) conv. L. n. 157 del 19 dicembre 2019, è stato definito il calendario dei prossimi appuntamenti che porteranno gradualmente all’introduzione della Dichiarazione IVA precompilata.

L’Agenzia delle Entrate, in virtù di quanto disposto dall’art. 16 del DL 124/2019 convertito, predisporrà le bozze dei registri IVA, delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA e della Dichiarazione annuale IVA con le seguenti scadenze:

  • il primo invio delle bozze dei registri IVA e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA avrà luogo a partire dal secondo semestre 2020;
  • la predisposizione della bozza di dichiarazione IVA annuale verrà messa a disposizione dei soggetti passivi a partire dai dati riferiti al

Ormai la strada sembra tracciata per arrivare alla Dichiarazione IVA precompilata, e, in attesa di addentrarci nelle prossime novità, non rimane quindi che concentrarsi sulle prossime scadenze approcciandosi alla Dichiarazione IVA non solo come una scadenza con cui fare i conti, ma anche come uno strumento  per pianificare scelte e strategie finanziarie valutando anche l’opportunità  di anticipare la richiesta di rimborso dell’IVA annuale al fine di puntare sulla leva della monetizzazione dei crediti tributari.

 

 

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